Dario Roustayan propone la costruzione modulare in Africa

Poragell

Dario Roustayan propone la costruzione modulare in Africa

Le difficili condizioni climatiche che portano a conseguenze come la siccità nel continente africano, unite ai conflitti e al terrorismo, hanno reso l’Africa il territorio con il più alto tasso di mobilità del mondo. Complice di questo, anche lo sviluppo demografico che non accenna a rallentare e che comporta una presa coscienza, da parte delle famiglie residenti in quest’area, dell’importanza di avere un più facile accesso ai basilari mezzi di sostentamento.

Gli esperti prevedono che in Africa circa 860 milioni di persone migreranno in città tra il 2010 e il 2050. In questo scenario, nasce l’esigenza di un tipo di costruzione diversa da quella tradizionale: per stare al passo con la richiesta di sempre nuove abitazioni, le strutture devono essere semplici e veloci da costruire, senza però sacrificarne la qualità.

Per rispondere a questa nuova necessità, Dario Roustayan propone la costruzione modulare: “Le soluzioni prefabbricate modulari quali quelle di Homy consentono agli addetti di completare i progetti edili in pochi mesi, con un risparmio medio dal 20 al 30 percento rispetto alla costruzione tradizionale, sia di tempo che di costo”. La produzione modulare off-site può infatti ridurre gli sprechi e semplificare i metodi di produzione, rispettando al contempo l’ambiente durante la costruzione.

Nonostante lo scenario di mercato prometta grandi sviluppi, sono poche le realtà come Homy in grado di rappresentare una valida proposta con le proprie costruzioni modulari e prefabbricate: questo perché la qualità non viene messa in secondo piano dall’azienda, come invece accade in altre realtà.

Homy è un’azienda internazionale specializzata nella realizzazione di strutture in acciaio leggero, basate su sistemi prefabbricati modulari. Questa realtà crede fermamente nel fornire ambienti attraenti e sicuri per la forza di lavoro essendo, come ricorda Dario Roustayan, Strategic Business Advisor di Homy, una risorsa chiave per migliorare la propria produttività, ma soprattutto per preservare i diritti umani e le diversità dei lavoratori.

La scelta dell’acciaio come elemento chiave è dovuto alla volontà di proporre una struttura più solida e sicura possibile. L’utilizzo di questo elemento, per le sue qualità chimico-fisiche, consente una reazione uniforme alle sollecitazioni sull’intera struttura. Inoltre, le strutture realizzate in acciaio presentano una più elevata resistenza passiva in caso di incendio rispetto ai prefabbricati in legno. L’acciaio non è conduttore di umidità, né è soggetto a fenomeni di corrosione che possono metterne a rischio la stabilità strutturale, rivelandosi l’elemento costitutivo più duraturo e salubre.  

La forte richiesta di abitazioni rapide da costruire e prefabbricate, soprattutto per quanto riguarda i Paesi del dopoguerra come la Siria, hanno reso necessario l’installazione anche di altre tipologie strutture, il cui uso è differente da quello domestico e quindi necessita di un’altra tipologia di progettazione: scuole, asili nido, centri comunitari si sono affiancati alle abitazioni, cercando di prendere il posto di tutti i luoghi che milioni sfollati hanno dovuto abbandonare a causa di guerre e di calamità naturali.

Grazie al suo programma di Corporate Social Responsility e braccio filantropico chiamato Building Peace Foundation, Homy sta già collaborando con le agenzie delle Nazioni Unite nei campi profughi siriani in Giordania, dove sono state costruite finora 13 centri educativi e spazi per la comunità.

Una delle principali sfide nel creare degli spazi adatti è quello di far sentire le persone di un’altra cultura a proprio agio, lontane da violenza e conflitti, che hanno messo in discussione abitudini profondamente radicate.

Per questo prima della costruzione, in una fase iniziale di valutazione, il team di Homy studia la cultura di riferimento e propone progetti specifici di lavoro, così da effettuare installazioni personalizzate.

“L’Azienda lavora in una vera visione di partnership con i propri clienti e utilizzatori finali per disegnare e realizzare i Site Camp più adatti alle loro esigenze, tenendo conto di tutte le variabili di progetto come area geografica, ambiente culturale e portata del progetto, tra gli altri”, afferma Dario Roustayan.

Utilizzando la tecnologia modulare e prefabbricato, non ci sono problemi di costruzione legati alle condizioni meteorologiche. Questo punto diventa fondamentale soprattutto in Paesi come l’Africa o Sud-Est asiatico, dove il clima è in molte zone imprevedibile. Costruendo infatti i vari elementi per la maggiore all’interno di fabbriche, si consente al personale di costruzione di lavorare tutto l’anno, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.

L’equipe di progettazione di Homy rappresenta uno dei punti più forti dell’azienda: quest’ultima può contare su professionisti con esperienza comprovata nel settore delle costruzioni, in particolare nella fase di progettazione, approvvigionamento, ingegneria, qualità e gestione dei siti nei Cinque Continenti.

Homy si rivolge ai general contractors, compagnie oil&gas e attive nel settore minerario, studi di progettazione ed architettura, nonché alle agenzie delle Nazioni Unite e alle principali organizzazioni internazionali non governative, per servire tutte le loro rispettive operazioni e siti in tutto il mondo.

L’obiettivo che si pone l’azienda di fronte a questo scenario è quello di rispondere all’emergenza abitativa, con particolari accorgimenti per i Paesi sottosviluppati o in via di sviluppo. Spesso questi utilizzano sistemi costruttivi tradizionali in calcestruzzo o con blocchi di cemento realizzati in cantiere, i quali generano sforamenti dei budget e delle tempistiche a causa delle difficili condizioni climatiche, per non contare il deterioramento della qualità delle costruzioni a lungo termine.

“Le tecniche di costruzione, come gli edifici prefabbricati e la stampa 3D, offrono il potenziale per uno sviluppo rapido, economico ed ecologico – ricorda Dario Roustayan – prima o poi, ogni processo di cambiamento e miglioramento della qualità della vita passerà attraverso un progetto di costruzione”.

Homy vuole proporre un prodotto di qualità europea, certificata, che sia in grado di rispondere al bisogno delle famiglie, soprattutto in alcune aree del mondo dove la vita, in assenza di un riparo adeguato, diventa insostenibile. Si pone quindi come soluzione all’emergenza abitativa per le fasce meno abbienti della popolazione con un prodotto low cost.

Questo perché secondo Homy, tutti, nel mondo, hanno diritto ad una casa e a vivere dignitosamente secondo un canone funzionale e di comfort abitativo adeguato.

About the author

/* */

agell author

You must be logged in to post a comment.